I racconti delle scale – 140 mq


La mia casa è molto grande. Nel salone io e mio padre abbiamo voluto un televisore enorme, prende tutta una parete. Vedere le partite è uno sballo. Sembra di essere in campo. Io e mio papà andiamo allo stadio San Siro, teniamo all’Inter, è la nostra passione. Mio padre mi ha insegnato tutto del calcio e mi ha trasmesso l’amore per l’Inter. Amala e io amo l’Inter. Il divano è grande tanto quanto il televisore, è la mia isola, ci resto sdraiato per ore a vedere le serie TV o le partite di calcio, in verità guardo tutto lo sport. Mi piace la competitività e l’agonismo e hanno voglia a dire che lo spirito dello sport è la collaborazione, hai visto mai uno che collabora con il proprio nemico? L’importante non è partecipare ma vincere. Tutti possono esserci ma pochi ci arrivano. Questo è quello che penso io. Faccio il liceo e mi piace studiare Manzoni, non so cosa farò da grande. So che voglio fare i soldi e comandare. La casa è molto grande, ci abitiamo io, mia sorella Chiara, che ha due anni più di me, mia madre e mio padre. Chiara molto spesso rimane chiusa nella sua stanza, chatta o ascolta la musica, le piacciono le canzoni degli anni 70 e 80, non so se le piacciono veramente o lo fa per far piacere a mio padre, che quando ne sente una dice Cavolo la ascoltavo quando andavo all’università, è proprio bella sta canzone. Chiara è molto legata alla nostra tata, che poi è anche la nostra donna di servizio, che poi è la confidente di Chiara. Quando non andiamo a scuola, Chiara parla per ore con Gianna, in cucina davanti a due tazzine di caffè chiacchierano fitto fitto e non si fermano. La cucina è spaziosa, con tutti gli elettrodomestici sul piano e tantissimi attrezzi di cucina. A mio padre piace moltissimo cucinare, mia madre invece odia farlo, lei apparecchia. Quando mio padre cucina sporca dappertutto e non vuole nessuno tra i piedi. Ci caccia via e non vuole sentire ragioni. L’anno scorso mia madre ha deciso che voleva mettere la carta da parati su una parete della cucina, voleva qualcosa di colorato e bello diceva, hanno discusso tantissimo con mio padre che invece pensava fosse una cazzata. Alla fine, la mamma l’ha spuntata, ed ecco una bella parete con gli uccellini che svolazzano su uno sfondo di alberi e cespugli. Non è male, alla fine forse aveva ragione la mamma. Papà per prenderla in giro le ha regalato un orologio da muro con gli uccellini al posto dei numeri, che ad ogni ora cantano.

Mio padre e mia madre sono due medici, degli oncologi per la precisione. Sono molto impegnati, lavorano tanto e qualche volta tornano a casa tristi e pieni di ansia, dicono che il loro lavoro è molto difficile, hanno una grande responsabilità e molto spesso devono dire alla gente cose bruttissime, che moriranno, che la cura non sta funzionando. Mia madre cura i bambini, quando torna dal lavoro resta chiusa in bagno per un po’, io immagino che pianga e che abbia bisogno di stare da sola per scollarsi di dosso la pesantezza di una giornata con i piccoli malati, molti dei quali non vivranno. Io credo che siano molto bravi, anche se rinfaccio a mio padre che Fedez e Chiara Ferragni guadagnano in un giorno quello che lui e la mamma guadagnano in un anno e che la casa dei due influencer è figa ed è il triplo di casa nostra e aggiungo Briatore è ricco sfondato mentre loro diventeranno ricchi fra tre vite. I miei genitori sono molto puntigliosi e meticolosi, e tengono ai loro pazienti come tengono a me e mia sorella. Molti dei pazienti dei miei diventano amici della famiglia, papà li invita a cena, prepara da mangiare per loro ed è contento nel vederli vivi e vegeti attorno alla nostra tavola. E i pazienti ricambiano invitandoci ai loro matrimoni, nelle loro case al mare, in week end in montagna. I pazienti guariti guardano i miei genitori con occhi grati e riconoscenti. Per loro sono la Madonna e Gesù Cristo. Mio padre e mia madre si sono conosciuti in ospedale, mentre facevano la specializzazione, sono ancora molto innamorati dopo venti anni di matrimonio, litigano per mille cose, ma poi fanno sempre pace e finiscono per darsi ragione. La loro camera da letto è un vero tabù, da quando siamo piccoli non possiamo entrarci, è il loro spazio, non vogliono condividerlo. Dicono avete centoventi mq a disposizione, lasciateci questi venti mq tutti per noi, le vostre stanze sono grandi e luminose, il salone è tutto per voi, lasciateci almeno la nostra camera. È una stanza molto bella, con i mobili di legno chiaro e le pareti di un bel celeste con i profumi di mio padre e mia madre mischiati che aleggiano sulle cose.

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