La vera Suburra!


Dove stiamo tutti nella nostra vita? Cosa facciamo durante le nostre giornate strapiene di cose da fare? Tra uno scrollare e l’altro, la palestra, lo yoga, i lavori socialmente utili e i weekendini al mare riusciamo a guardare il mondo? Da ieri siamo tutti sbigottiti, irritati e spaventati perciò che è successo al collega giornalista di Nemo. I fatti. Una troupe televisiva del programma Nemo, Rai2, è stata aggredita martedì durante le riprese di un servizio televisivo sulle elezioni ad Ostia. Protagonista dell’aggressione Roberto Spada, titolare di una palestra e fratello di Carmine, boss condannato a 10 anni per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Il giornalista Daniele Piervincenzi aveva incalzato Spada sul suo endorsement per Luca Marsella candidato di CasaPound con il quale era anche ritratto in una foto amichevole. Indispettito, Roberto Spada ha colpito al volto il giornalista procurandogli la frattura del setto nasale e lo ha rincorso con un bastone come si vede nelle immagini, che adesso girano fosennatamente su tutti i social. Con il giornalista è stato colpito anche l’operatore della troupe, Sergio Anselmi. Ma nessuno di noi si era accorto di quello che succedeva ad Ostia prima di ieri? Nessuno di noi aveva intuito l’enorme cloaca su cui si reggeva la cittadina del litorale laziale? Nessuno di noi si era reso conto che, mentre giocavamo a fare i politici, i giornalisti, i registi, gli scrittori le strade, le case, le parole e i pensieri si popolavano di rabbia, violenza e delinquenza.  Altro che facebook, twitter ecc. sono solo le serie TV i nostri vangeli, i nostri giornali, i nostri osservatori. Dovremmo, infatti sentire gli autori e gli sceneggiatori di “Suburra” la serie originale Netflix,  prequel dell’omonimo film di Stefano Sollima, per avere delle informazioni, per capire cosa si muove sul litorale laziale e nella capitale.  La finta Suburra ci spiega tutto sulla vera Suburra, tempi, modi, intrighi, perversioni e ricchezze. Impressionante come un telefilm possa saperne di più di tutti noi.

Anna Chisari

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