Le alture tutt’intorno lo proteggono, lago, corsi d’acqua e boschi lo abbracciano, Gavoi è un paese incantato della Barbagia di Ollolai, nel centro della Sardegna. In questo scenario di vento e di sole si svolge da quattordici anni “L’isola delle Storie” , il Festival Letterario Sardo dal 29 giugno al 2 luglio. Dove c’è chi racconta storie affacciandosi a un balcone, e trovi chi legge libri a voce alta per strada. Un festival letterario che coinvolge l’intero paese e tutti i paesani, e ogni stradina o piazza risuona di versi e pensieri belli. Quest’anno inaugura ufficialmente giovedì 29 giugno con lo spettacolo teatrale e musicale  “Nessuna voce dentro. Berlino millenovecentottantuno” di e con Massimo Zamboni, musicista e scrittore, storico fondatore del gruppo punk rock CCCP e dei CSI, e con la partecipazione di Angela Baraldi, artista poliedrica, musicista e attrice, e di Cristiano Roversi, storico musicista dei Moongarden gruppo italiano di rock progressivo dei primi anni ’90 e produttore.

A partire da venerdì 30 si comincia con gli appuntamenti letterari del Festival, che si susseguono per tutto il fine settimana e ne scandiscono le giornate fin dal mattino.   Il festival prevede anche due mostre che fanno da cornice agli appuntamenti letterari e che sono ospitate nell’ex caserma di Gavoi: “Anne Franchetti. L’invenzione della Petra Sarda – a cura di Ileana Florescu e Maria Ida Gaeta – che raccoglie una selezione di opere in gres realizzate dalla ceramista italo – americana Anne Milliken Franchetti.  La seconda mostra che il Museo MAN presenta al Festival è quella di Luca Bertolo, “Se non qui dove”.  è il quarto appuntamento di un ciclo annuale di mostre personali teso a riflettere sui molteplici utilizzi e sulla possibile attualità della pittura.

Un festival quello di Gavoi che dimostra che tutto può succedere dappertutto, e che quando il pubblico e il privato dialogano in maniera feconda accadono grandi cose. L’isola delle storie ha ricevuto per gli anni 2017/2018 il premio EFFE Label.

Il ricco e articolato programma: www.isoladellestorie.it

 

 

Gavoi

Circondato da monti del Gennargentu e lambito da corsi d’acqua, che lo rendono uno spettacolo di rarità faunistiche e arboree, Gavoi è un borgo ‘gioiello’ nel cuore selvaggio della Sardegna, insignito dal Touring club della ‘Bandiera arancione’. Popolato da circa tremila abitanti, si inerpica a quasi 800 metri d’altezza, in posizione invidiabile, al centro di un territorio di oltre tremila ettari ricoperto per due terzi da boschi di lecci, roverelle, castagni, agrifogli, noci e ciliegi. A due chilometri dal paese sarai rapito dal blu intenso, specie in autunno e inverno, del lago di Gusana, ideale per escursioni in canoa e per la pesca sportiva. È un bacino artificiale, formato tra 1959 e 1961, suggestivamente ‘incassato’ tra i monti Littederone e Nodu nos Arcos, ricoperti di roverelle e macchia mediterranea, che gli conferiscono un candido aspetto: li potrai perlustrare a cavallo. Vicino alle sue rive troverai strutture per goderti un soggiorno con tutti i comfort a disposizione. Nel corso di tutto l’anno sarai rapito dal contesto naturalistico gavoese: d’inverno dai monti innevati che fanno da sfondo in primavera ed estate da clima fresco​ e colori vivi della natura. Nel borgo, fatto di eleganti case in granito, godrai di splendide viste panoramiche sulle vallate verdi. Potrai gustare le prelibatezze locali, come il famoso pecorino fiore sardo dop – per cui Gavoi è presidio slow foodpane e fresa, patate e dolci tipici, e ammirare le eccellenze artigiane. Specie, nella tappa gavoese di Autunno in Barbagia. Se vuoi approfondire la cultura locale non può mancare una visita al museo casa Porcu Satta, che vanta bellissimi abiti della tradizione gavoese, giocattoli d’un tempo (la splendida collezione Jocos), strumenti degli antichi mestieri e musicali, come su tumbarinu (tamburo), suonato dai Tumbarinos, che hanno reso famoso il borgo. La chiesa di sant’Antioco martire è un’altra suggestiva tappa da non mancare.

Nei punti più ‘alti’ del territorio, vicino alle sorgenti, potrai visitare menhir, domus de Janas e nuraghi, simbolo di un territorio abitato sin dalla preistoria, in particolare gli insediamenti di Castrulongu e il nuraghe Talaichè, con la copertura a tholos (falsa cupola) ancora integra. Suggestivo è il roccione di Lopène (luogo di pena), dove, secondo leggenda, si consumava il sacrificio degli anziani.

Da http://www.sardegnaturismo.it

Anna Chisari

 

 

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