Gomorra. Una tragedia contemporanea!


Finito Gomorra (la serie tv)! Finito Genny! Finito Cirù! Finito il regno dei Savastano! Finita la storia di amore e di morte di Genny e Cirù. Con la serie TV finisce l’epopea di uno dei telefilm più visti e più venduti all’estero, dopo la Piovra. Finite le polemiche e le critiche sulla possibile emulazione e la fascinazione nei confronti degli eroi negativi rappresentati nella fiction. Ma non è finito il male, non è finito il crimine, non è finito lo spaccio di droga, non sono finiti i soldi infiniti da non poterli contare, non è finita la disperazione senza speranza, non è finita l’ineluttabilità di certe vite, di certe scelte. Tutto questo rimane nella realtà, ingigantito ed evoluto dalla sempre più profonda capacità dei camorristi, dei mafiosi, degli ndraghetisti, della mafia cinese, russa, giapponese ecc. ecc. di conquistare il tessuto produttivo e sociale in modo internazionale. Gomorra, prima il libro di Saviano, poi il film ed infine la serie, ha reso visibili e poi “immortali” archetipi umani, modelli esistenziali riproducibili in qualsiasi società, a qualsiasi latitudine. E’ l’orrenda ansia del potere da avere a qualsiasi costo, è lo sfuttamento di chi vuole di più nei confronti di chi non ha niente, è l’assenza di bellezza che costruisce l’estetica del male, è la mancanza di solidarietà che rinchiude uomini e donne in quartieri recintati dagli egoismi di tutti gli altri. Gomorra è una tragedia contemporanea, con tutti i personaggi della tragedia classica. I re sanguinari, la regine belle e affascinante, il figlio inetto, il delfino furbo e intelligente, il coro dei surdati, dei capipiazza e dei boss, l’amico che tradisce. Gomorra dovrebbe essere visto a scuola per la potenza delle sue immagini e per la verità di ciò che racconta. Attorno a Genny e Cirù tutto è violenza, bruttezza, cattiveria, solitudine, sopraffazione.

Le case sono impossibili da credere, il gusto è drogato dalla ricchezza, le amicizie sono tradite, i quartieri sono devastati da vandalismi e povertà, i rapporti tra uomini e donne sono da medioevo, l’amore è una favola neomelodica il giorno del matrimonio su una carozza bardata di paura. Non c’è niente di bello nelle vite di Genny e Cirù che hanno ucciso, o fatto uccidere madri padri figlie mogli cognati vicini. Tutto ciò che toccano secca e muore. Tutto ciò che fanno gronda sangue. Ed è certo che qualche mente labile possa essere influenzata dalla serie ad intraprendere la carriera di Savastano o di Di Marzio, ma tutti gli altri penseranno che “Fogne”, che “Spavento”, che “Miseria”.

Anna Chisari

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