Quale normalità?


La pandemia sembra smorzarsi, finalmente. Molte delle limitazioni imposte per ridurre il contagio sono state eliminate e ci sembra di tornare a respirare. Di tornare alla normalità. Lo dicono i virologi, lo dicono i politici, lo diciamo un po’ tutti, si torna alla normalità!

Ma quale normalità? Il lavoro, la scuola e soprattutto l’aperitivo, la cena, le feste. Sì, perché ho l’impressione che ‘normalità’ per molti, anche per me, stia tutta e drammaticamente solo in quei riti superficiali che ci fanno dimenticare quanto insensate siano le nostre vite. Liturgie pagane per non vedere bruttezza. Una bruttezza che tutti, anche con l’oblio, abbiamo contribuito a produrre. Immagini di piatti pantagruelici, istantanee di allegri brindisi, risate incoscienti e biglietti di treni e aerei per riprendersi il mondo!

Ma quale mondo? Paesi devastati da guerre senza fine, paesaggi naturali minacciati da incidenti o da dolose rapine, violenze insensate, razzismo nascosto o orgogliosamente rivendicato, piccole irresponsabilità per grandi danni, immigrazioni incontenibili e bestiali. Un mondo sull’orlo della tragedia che non vogliamo vedere perché insostenibile.

La nostra civiltà inesorabilmente sprofonda. Non so quando sia cominciato il declino, non so quanto tempo rimane, ma mentre la casa brucia* noi placidamente torniamo alla normalità.

* Invito alla lettura, Giorgio Agamben, Quando la casa brucia, Giometti&Antonello 2020

Diletta Toniolo

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