Le Parole che diciamo e non Sappiamo – Glossario del Coronavirus


Quando in un articolo sul coronavirus troviamo parole come contatto stretto, o soggetto asintomatico sappiamo esattamente cosa vogliono dire? Sono vocaboli con un significato preciso che però a volte sfugge. Per questo l’Istituto superiore di sanità ha messo a punto un glossario con le parole più ricorrenti, che merita di essere sfogliato per capire meglio la situazione ed evitare eccessivi allarmismi.
Caso confermato – Stando alla circolare del 23 febbraio del ministero della Salute, è “un caso con una conferma di laboratorio effettuata presso il laboratorio di riferimento dell’Istituto Superiore di Sanità per infezione da Sars-Cov-2, indipendentemente dai segni e dai sintomi clinici”.
Caso probabile – Sempre, “un caso sospetto il cui risultato del test per Sars-Cov-2 è dubbio o inconcludente utilizzando protocolli specifici di Real Time Pcr per Sars-Cov-2 presso i Laboratori di riferimento regionali individuati o è positivo utilizzando un test pan-coronavirus”.
Caso sospetto –  Il ministero della Salute definisce caso sospetto “una persona con infezione respiratoria acuta (insorgenza improvvisa di almeno uno dei seguenti sintomi: febbre, tosse, dispnea) che ha richiesto o meno il ricovero in ospedale e nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia, ha soddisfatto almeno una delle seguenti condizioni: storia di viaggi o residenza in Cina;  oppure contatto stretto con un caso probabile o confermato di infezione da Sars-Cov-2; oppure ha lavorato o ha frequentato una struttura sanitaria dove sono stati ricoverati pazienti con infezione da Sars-Cov-2″.
Contatto stretto – Gli operatori sanitari o altre persone impiegate nell’assistenza di un caso sospetto o confermato di COVID-19, o il personale di laboratorio addetto al trattamento di campioni da esaminare. Le persone che sono state a stretto contatto (per es.faccia a faccia) o nello stesso ambiente chiuso con un caso sospetto o confermato di COVID-19. Le persone che vivono nella stessa casa di una persona sospetta o confermata affetta da COVID-19. Le persone che hanno viaggiato in aereo nella stessa fila o nelle due file antecedenti o successive di un caso sospetto o confermato di COVID-19. I compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove era seduto il caso sospetto o confermato. Chi ha viaggiato in aereo nella stessa fila o nelle due file antecedenti o successive di un caso sospetto o confermato, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza, e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso sospetto o confermato era seduto (qualora il caso sospetto o confermato abbia avuto una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo provocando una maggiore esposizione dei passeggeri, sono considerati come contatti stretti tutti i passeggeri). (fonte Ecdc). Sulla base dell’Ordinanza “Ulteriori misure profilattiche contro la diffusione della malattia infettiva COVID-19’ del 21 febbraio 2020, le Autorità sanitarie territorialmente competenti devono applicare ai contatti stretti di un caso confermato la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni.
Covid-19 – È il nome ufficiale della malattia provocata dall’infezione di Sars-Cov-2, attribuito dall’Oms. “Co” sta per corona, “vi” per virus e “d” per disease (cioè malattia in inglese), mentre “19” indica l’anno in cui si è manifestata.
Epidemia – Con il termine epidemia si intende la manifestazione frequente e localizzata – ma limitata nel tempo – di una malattia infettiva, con una trasmissione diffusa del virus. L’epidemia si verifica quando un soggetto ammalato contagia più di una persona e il numero dei casi di malattia aumenta rapidamente in breve tempo. L’infezione si diffonde, dunque, in una popolazione costituita da un numero sufficiente di soggetti suscettibili. È questa per il momento la situazione di Wuhan e della regione dell’Hubei in Cina, dove il grande numero di casi di infezioni da SARS-CoV-2 non può più essere considerato un focolaio.
Focolaio epidemico – Si parla di focolaio epidemico quando una malattia infettiva provoca un aumento nel numero di casi rispetto a quanto atteso all’interno di una comunità o di una regione ben circoscritta, come sta accadendo in questi giorni in alcune aree del Nord Italia con il SARS-CoV-2. Per individuare l’origine di un focolaio è necessario attivare un’indagine epidemiologica dell’infezione tracciando una mappa degli spostamenti delle persone colpite.

InfettivitàIndica la capacità di un patogeno di stabilire una nuova infezione per trasmissione orizzontale diretta o indiretta, che significa che passa da un individuo infetto a un altro attraverso contatto diretto o tramite un vettore. Risponde alla domanda con quale facilità si trasmette da individuo a individuo? e si misura in termini di microrganismi necessari perché si instauri una nuova infezione. L’infettività, cioè, sarà tanto più alta quanto più basso è il numero di microrganismi che servono a infettare un altro individuo, e viceversa.

LetalitàQuesto termine indica il rapporto tra il numero dei decessi causati da una malattia e quello dei malati in certo lasso di tempo.Sebbene venga spesso usato come sinonimo di mortalità, i due parametri danno informazioni diverse. I dati disponibili al momento sono frutto di stime, suscettibili di cambiamenti nel corso del tempo in base a come evolverà l’epidemia. Al momento l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che la letalità sia del 2%.

MortalitàMisura il numero di decessi (in generale o per una determinata causa) in rapporto alla popolazione esposta in un certo lasso di tempo. Per questo fornisce un’informazione sul rischio che un patogeno come Sars-Cov-2 comporta per tutta la popolazione.

QuarantenaÈ il periodo di isolamento e di osservazione previsto per le persone che sono state potenzialmente esposte al patogeno. Nel caso di Sars-Cov-2 in Italia è stato stabilito un periodo di  quarantena di due settimane. Il termine ricorda la sua origine, quando questo periodo di segregazione corrispondeva a 40 giorni. Oggi la durata della quarantena è decisa dalle autorità sanitarie in base alle conoscenze dei tempi di incubazione della malattia e delle potenzialità di trasmissione del virus.

Pandemia – È la diffusione di una malattia in più continenti o comunque in vaste aree del mondo. L’OMS definisce cinque fasi di una pandemia: in ordine la fase interpandemica, la fase di allerta, la fase pandemica, la fase di transizione prima di ritornare alla fase interandemica. La fase pandemica è caratterizzata da una trasmissione alla maggior parte della popolazione. Al momento secondo l’Oms quella da SARS-CoV-2 non è una pandemia.

Soggetto “asintomatico” – È una persona che, nonostante sia affetto da una malattia, non presenta alcun sintomo apparente. Esiste un periodo chiamato “incubazione” in cui una malattia infettiva è già presente senza mostrare alcun sintomo. L’incubazione è quindi “asintomatica” e termina quando il paziente avverte i primi sintomi, momento in cui la patologia da “asintomatica” diventa “sintomatica “. Una malattia può rimanere asintomatica per periodi brevi o lunghi, alcune possono rimanere asintomatiche per sempre.
La presenza di pazienti asintomatici affetti da coronavirus SARS-CoV-2 sembra possibile, tuttavia, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le persone sintomatiche sono attualmente la causa più frequente di diffusione del virus. (fonte Oms)

Stabilità –  Indica il periodo di tempo in cui il patogeno rimane infettivo fuori dall’ospite (sulle superfici per esempio). Come riportato nelle Faq del Ministero della Salute le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina)”.

Test del tampone –  È il primo esame che gli operatori sanitari eseguono su persone a rischio (per esempio sugli italiani rimpatriati dai luoghi in cui si è sviluppata l’epidemia) e sui casi sospetti. Consiste nel prelievo di materiale biologico dalle vie respiratorie tramite un tampone faringeo ossia un bastoncino cotonato che raccoglie muco e saliva. I campioni vengono spediti nei laboratori autorizzati all’analisi (in Italia sono quelli dell’Istituto Spallanzani a Roma e dell’Ospedale Sacco a Milano), dove, attraverso tecniche di biologia molecolare, si cerca il materiale genetico virale. Se questo è presente, viene amplificato, cioè copiato innumerevoli volte, per renderlo rilevabile e disponibile per l’identificazione. L’essere umano, infatti, viene a contatto ogni giorno con tanti virus diversi (primo fra tutti in questo periodo il virus dell’influenza stagionale) ed è necessario controllare che ci siano specifiche sequenze per accertare che si tratti di Sars-Cov-2. I risultati di questo tipo di test arrivano in poche ore.

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