L’ Eccedenza che produce Eccellenza


Innovazione può voler dire anche saper guardare intorno. Capire che le cose scartate possono diventare la base per un nuovo modello di sviluppo e di impresa sostenibile. È quello che ha fatto Daniela Ducato imprenditrice sarda di Guspini premiata in questi giorni con il prestigioso riconoscimento della rivista “Fortune” come imprenditrice capace di cambiare il mondo. Inserita dal più grande forum mondiale dell’economia tra le migliori 10 aziende biotecnologiche del mondo, “Edizero” è una filiera sarda di aziende, che produce con industria a chilometro corto 120 biomateriali derivanti da eccedenze e scarti di lavorazioni di materie locali minerali e vegetali, dalla calce al sughero.

Daniela Ducato è nata a Cagliari e si è diplomata al conservatorio con il marito Oscar Ruggeri e un team di ingegneri progettisti e agronomi, ha trasformato l’azienda di famiglia, specializzata in materiali per l’edilizia, in Edilana, impresa di economia sostenibile. Per la conversione l’imprenditrice sarda ha considerato le difficoltà e le ricchezze della sua terra e senza lasciare l’isola, anzi sfruttando le sue risorse naturali, ha dato vita a Edizero, Architecture for Peace, una filiera di imprese locali che fanno innovazione con scarti vegetali, animali e minerali grazie alla ricerca e alle sinergie dei ricercatori che trasformano “rifiuti speciali in biomateriali speciali ad alta prestazione tecnica”.  L’intuizione è stata trasformare le eccedenze delle lavorazioni agricole in materiali per l’edilizia. Settore che in questo modo si guadagna il prefisso bio: “L’idea”, racconta, “mi è venuta nel 2008. In Italia abbondano le eccedenze di sottolavorazioni, per anni scartate come rifiuti da chi pensava non servissero più”.  Parte tutto da lì e in pochi anni nascono Edilana, Editerra, Edilatte, Edimare, tutte unite dall’idea del recupero di scarti. Qualche esempio tra i tanti: “Dalle eccedenze del latte si ottengono collanti per le pareti; dalla lana delle nostre pecore isolante termico; dalla sottolavorazione dell’olio d’oliva un prodotto che va a dare fortificazione alla malta e dà trasferibilità agli additivi dell’edilizia”. Dai gusci abbandonati dopo la lavorazione del marmo “tiriamo fuori uno straordinario grassello di calce. Dalle eccedenze delle lavorazione del vino, una serie di colori per pareti e costruzioni”. Altra parola chiave è rintracciabilità: “Quello che creiamo ha la garanzia naturale della rintracciabilità, sia del materiale che del territorio d’origine. Cosa che dovrebbe essere obbligatoria per tutti: solo così si rispetta chi consuma e si garantisce la qualità. Questione etica ed ecologica devono andare a braccetto”.

Uno dei suoi comandamenti dice che “l’eccedenza deve produrre l’eccellenza”; principio che le ha dato la forza di fondare Casa Verde CO2.0, una rete di 75 aziende – metà in Sardegna, il resto in giro per l’Italia – unite dai valori della bioedilizia: “E senza l’aiuto di denaro pubblico. Casa Verde è un’esperienza unica, utile anche ad un confronto tra imprese. Una piattaforma condivisa di ricerca e di saperi. Che fa pure risparmiare soldi e tempo”.  E se con il modello sardo l’edilizia  riesce ad azzerare la CO2, è bello scoprire che l’idea iniziale per l’uso e la varietà di colori sia arrivata da un cortometraggio giovanile di Giuseppe Tornatore. Dalla Sardegna basta fare un salto in Sicilia, a Bagheria: i Ducato, famiglia di famosi artigiani e pittori di carretti siciliani parenti di Daniela, a metà anni ‘70 cominciarono a ricevere le visite di un ventenne appassionato di cinema e fotografia: era il futuro premio Oscar Tornatore, alle prese con l’idea che divenne poi il suo primo documentario “Il carretto”. Dice Daniela “ho avuto la fortuna di leggere i preziosi quaderni di lavorazione del regista che appuntava tutto su colori, lavorazioni, metodi. Ad ispirarmi è stata un’osservazione sull’autosufficienza dell’azienda Ducato, i materiali provenivano dalla natura, resistevano a tutto e il viaggio più lungo per procurarseli era fino a Sciacca”. Chilometro zero con quarant’ anni di anticipo.

 EDILANA isolanti termici acustici in pura canapa
EDISUGHERO isolanti termici acustici di sughero
GEOLANA geotessili in lana di pecora per geotecnica disinquinamento ingegneria 
ORTOLANA agricoltura e rigenerazione dei suoli
EDIZERO biomateriali e soluzioni chiavi in mano di tutte le filiere
EDITERRA finiture e pannelli industriali in terra cruda
EDILATTE pitture finiture rivestimenti per bioedilizia arredo ed ecodesign

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