E’ uscito il mio libro!!!! Lo so, non si dovrebbe fare. Ma non posso resistere. E’ uscito il mio libro. Un libro importante per me. Pubblicato dalle Edizioni del Gattaccio, una piccola casa editrice appassionata ed artigianale. Racconto di me e della mia malattia. Di me nella malattia. Scoprirla, attraversarla, curarla. Un Linfoma non-Hodgkin non è un gioco, è una realtà.

Qui di seguito un estratto dal libro.

Mi sono alzata presto e per risparmiare ho preso il tram. È comodissimo, la fermata è sotto l’ospedale: sali, ti metti tranquilla e arrivi subito, mi han detto gli amici per tranquillizzarmi. Eh!?! Ma non dite cazzate!
Punto primo: da casa mia a quell’ospedale c’è la stessa distanza tra la luna e la terra! Punto secondo: non è tranquillo per niente, alle 7,00 della mattina questo tram è peggio di Victoria Station all’ora di punta il 24 dicembre! Punto terzo: non c’è un posto libero neanche a simulare di essere vecchia incinta in punto di morte e con le convulsioni. I posti sono assediati da signore truccatissime e profumatissime soddisfatte della conquista del sedile. Sui passamani sono arrampicati bambini sonnolenti e piagnucolosi, filippini che parlano ininterrottamente al telefono, intellettuali ostinati a leggere il giornale in doppia pagina. Punto quarto: cazzo, mi ricoverano, e questo non è normale! L’ospedale non è casa mia. L’ospedale è l’Ospedale – inutile definire e raccontare l’ospedale, tutti sanno che cosa è, ne hanno paura e fanno benissimo.
Ecco il Policlinico. Il Policlinico, che bella parola. Mi piace. Grande, importante, di tradizione. È l’ospedale che fa per me.
Ed eccomi qua: ospedalizzata. Il filo sottile tra la salute e la malattia è una coulisse in vita! Quella del pigiama per l’appunto. Stretta ai fianchi segna il passaggio nel mondo dei camici bianchi, dei sussurri preoccupati, dei quante volte ha evacuato.

La stanzetta è piccola, ma sono da sola, ci sta il letto e una sedia per le visite. La vecchia signora che sta nella stanzetta accanto russa forte e gorgoglia. Mi ha già detto che non userà la macchinetta, ma i suoi figli hanno tanto insistito, e lei per far loro contenti…
La dottoressa davanti a me è giovane, ed è tanto contenta della sua laurea in Medicina, del suo camice bianco ben stirato, della camicia che ha scelto stamattina da accoppiare ai pantaloni ben tagliati. È incinta. Sì, incinta incinta, si porta dietro quella bella pancetta, risultato di una strepitosa notte di sesso, con il suo strepitoso marito – ha la fede – giovane e bello nella loro strepitosa casa, arredata con gusto ma senza esagerare; e il loro piccolo sarà straordinario.
Ora, dunque, la dottoressa mi intervista, una lunghissima intervista, e chi sei e chi non sei, le malattie, le anamnesi, fuma, mangia, beve, dorme. No. Non dormo! Se dormissi starei qui? Non dormo! Non respiro. Mi alzo cento volte a far pipì, mi sveglio la mattina come una pazza! Mi sento con le gambe al posto della testa e dentro la bocca l’asfalto asfissiante di una betoniera!
Ho sempre sonno. Mi addormento alle riunioni, a teatro, al cinema, simulo la veglia punzecchiando la sonnolenza e conficcandomi le unghie sul braccio. Faccio fatica a respirare e tu mi devi guarire con la tua sapienza strepitosa.

Info e prenotazioni http://www.edizionidelgattaccio.it

Saremo a Book Pride dal 23 al 25 marzo

Base, via Bergognone 34 e al MUDEC – Museo delle Culture, via Tortona 56

Anna Chisari

 

 

 

 

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