I racconti delle scale – 85 mq


85 mq

Io scivolo via. Scivolo tra le cose senza fermarmi mai. Nessuno mi ferma mai. La mia corsa è una corsa verso il niente. Le ho provate tutte, le provo tutte. Ma il mondo mi oltrepassa, mi attraversa e sono trasparente. Trasparente nei miei capelli grigi, inesistente nella mia pelle pallida, insufficiente nei miei vestiti. Vestiti di buona qualità che scelgo con cura e attenzione, ma nessuno mai mi fa i complimenti per gli abiti, le giacche le scarpe. Ho comprato un’auto di grossa cilindrata speravo che qualcuno notasse la mia guida sicura e sportiva, niente. Ho comprato un macchinino elettrico, speravo che qualcuno mi attribuisse un’anima green e mi prendesse ad esempio, niente. Ho arredato la mia casa con gusto, raffinatezza e pezzi unici, ma niente. Nessuno si accorge dell’accoppiamento inusuale dell’azzurro con l’arancio delle pareti, a nessuno importa del pregio delle finiture, in 14 anni che vivo qui solo qualcuno ha apprezzato le stampe appesi ai muri. Persino i tre gatti che vivono con me non sono conosciuti ai più. La gente che vive in questo palazzo non sa i loro nomi, eppure mi sembrano belli e vivaci. Camminano per le stanze e saltellano tra le cose. Ma solo io so che lo fanno. Ogni tanto li faccio uscire in cortile, abito a pian terreno, e nessuno sa di chi siano, ogni tanto un condomino C’è un gatto, di chi è?  

L’amore è stato un disastro, adesso non ci penso più, ma avrei voluto un compagno con cui condividere la vita. Ho avuto tre fidanzati, li ho amati tanto tutti e tre, avrei voluto sposarmi, avere dei figli, ma loro non mi hanno amata. Non si sono presi l’impegno. Non hanno voluto la responsabilità. Li ho inseguiti nelle loro voglie, nelle loro passioni, nei loro viaggi. Uno era velista, sono diventata una skipper, ho fatto gli esami per la patente nautica, e ho passato intere giornate d’inverno a scartavetrare a poppa e a prua. Un giorno l’ho chiamato al telefono e non mi ha risposto, l’ho cercato a casa e non c’era, sono andata a Bocca di Magra dove era ormeggiata la barca, sparita. Ho aspettato per mesi, poi dopo un anno è arrivata una lettera, c’erano tre fotografie, un primo piano del fidanzato abbronzato e sorridente, la foto di una bimba che gattonava sulla barca, la foto del fidanzato con una donna e la bambina in braccio vicino al fiocco. Dietro ad ogni foto c’era scritto Scusa ma è andata così. Uno era musicista, ho comprato un pianoforte, ho fatto l’abbonamento al Teatro alla Scala, ho pagato un insegnante di solfeggio. Un giorno l’ho chiamato al telefono e non mi ha risposto, l’ho cercato a casa e non c’era, sono andata alla Palazzina Liberty dove teneva un concerto e ha fatto finta di non vedermi mentre usciva sottobraccio ad una giovane violoncellista. Uno era ragioniere, ho studiato il bilancio e le entrate e le uscite, ho visto tutti i film di Fantozzi, ho studiato notti intere diritto amministrativo insieme a lui quando ha partecipato al concorso per ragioniere capo al Comune di Busto Arsizio. Un giorno l’ho chiamato al telefono e non mi ha risposto, l’ho cercato a casa e non c’era, sono andata a Busto Arsizio dove lui aveva cominciato a lavorare e mi ha fatto dire dalla segretaria che il Ragioniere Capo non conosceva nessuna signora Cinzia. Poi basta, ho smesso di cercare l’amore, la compagnia, il sesso. Ho pensato che se nessuno mi voleva, nessuno mi meritava.

Adesso vivo in questo condominio, c’è tanta gente che viene e che va, gente che vive e si innamora. Ogni tanto qualcuno capita per caso in quella parte del cortile su cui si affaccia la mia casa, se io sono fuori a curare le mie pianticelle che nessuno apprezza, mi saluta e restiamo in silenzio. Gli occhi del condomino vagano sui miei lineamenti che scivolano, si allungano oltre le grandi vetrate della mia casa che non attrae e si sforza di trovare un argomento su cui scambiare due parole Oggi c’è un bel sole. Ma domani pioverà! E poi scivola via verso il portone senza girarsi.

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