I racconti delle scale – 145 mq


Viviamo in cinque in questa casa. Ci sono tre stanze, una cucina living, due bagni e un paio di balconcini su cui si affacciano le stanze. Due camere sono occupate da quattro persone. Ognuno di noi paga cinquecento € a posto letto. Una stanza è occupata da Paolo che paga 800 € per avere uno spazio tutto per sé. In camera con me ci dorme Enrico che studia all’ Università Bocconi e quando deve fare gli esami, tiene la luce accesa fino a tarda notte. È un incubo, non riesco a prendere sonno, oltre la luce della lampada accesa, sento tutta la sua tensione, l’ansia di superare l’esame. Viene dalla Puglia e i suoi genitori stanno facendo grossi sacrifici per farlo studiare e mantenerlo a Milano e lui si impegna tantissimo. Enrico è bravo e coscienzioso, studia, non si fa le canne e ha dei buoni amici, che ogni tanto vengono a trovarlo e insieme si cucinano una pasta. Nell’altra stanza ci sono Fabio che fa il commesso nel negozio di Armani, ha studiato da stilista, ma per il momento si accontenta di servire i clienti di via Manzoni. Fabio è super mondano, esce tutte le sere, si mette giù da gara, e va nella notte milanese, è eccentrico e con un sacco di idee. Il suo compagno di stanza è Simone un interior designer, fa il consulente in aziende che producono lampade, mobili e attrezzi da cucina, lavora tantissimo, ma non si può permettere di avere una casa sua, è il suo sogno e quando ci vediamo in salotto e ci fermiamo a parlare mi mostra i suoi progetti, gli oggetti che ha disegnato, la sua casa ideale. Simone ha una fidanzata, ma non riescono ad andare a vivere insieme, le case a Milano costano tantissimo, a meno che tu non vada ad abitare nell’estrema periferia, dove i tram non vanno avanti più, come cantava Eros Ramazzotti. Paolo, invece, insegna latino e greco al liceo classico, è stato lui a prendere in affitto la casa, è lui che tiene i contatti con i proprietari, è lui che si preoccupa di mettere l’inserzione su certi siti quando qualcuno va via e c’è bisogno di rimpiazzarlo, è lui che fa i turni per le pulizie. Paolo sa fare tutto, aggiusta e rimette a posto ogni cosa, ha il pollice brico dico io, non c’è niente che lo fermi, riesce sempre a riparare gli oggetti, ha una cassetta degli attrezzi, da cui tira fuori ogni sorta di marchingegno. Paolo ha scelto di vivere condividendo l’appartamento, oltre al fatto economico, non gli piace vivere da solo, ad uno striminzito monolocale in solitaria, preferisce la banda di matti che lo circonda in una casa che non ha le misure di un armadio.

E poi ci sono io, mi chiamo Gianni e sono impiegato alle Agenzie delle Entrate, abito qui da quando mi sono separato da Fiorella. All’inizio tra me e mia moglie funzionava tutto, andavamo d’amore e d’accordo, ogni decisione era presa insieme, facevamo l’amore tutti i venerdì sera e ogni domenica mattina fino a quando non si svegliava la bambina, andavamo in ferie a luglio a Varazze e con i nostri due stipendi pagavamo il mutuo per il bilocale più cucina abitabile a Cinisello Balsamo, poi qualcosa si è rotto, tutto è diventato difficile, abbiamo cominciato a litigare forte, una sera i vicini hanno chiamato la polizia, era un inferno, dopo mesi di discussione e con dolore ci siamo separati, ora Fiorella sta con un collega ma non vivono insieme, la casa è rimasta a Fiorella e io sono venuto a vivere qui. Io e Fiorella abbiamo una figlia si chiama Roberta, una bella bambina di otto anni, che ha bisogno di tutto e a cui non voglio fare mancare niente. Guadagno millecinquecento € al mese, quando faccio gli straordinari arrivo a millesettecento, verso per gli alimenti settecento €, pago cinquecento € per il mio affitto, mi restano più o meno trecento €, c’è poco da stare allegri, tutto misurato, nessuno spreco. Ho venduto la macchina non potevo permettermela, faccio la spesa al Lidl, compro qualche vestito ai saldi, mi porto la schiscetta per la pausa pranzo, vado in ferie a Selvino dove abitano i miei genitori, resto con loro due settimane e porto con me Roberta. Mio padre e mia madre sono felici di vedermi, non li vado a trovare mai, e di avere una trottolina tra i piedi che balla canta e chiacchiera tutto il giorno. Non sono scontento della mia vita, ma non sono neanche felice, mi manca il mio bilocale di Cinisello e certe domeniche pomeriggio sul divano davanti alla TV con il plaid addosso, mentre la bambina dormiva in camera e Fiorella che sfaccendava in cucina.

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