Trois mille ans déjà


Puntuali “Le ricette di Bernard Iachella”. Le “recettes” in francese (sapientemente tradotte dal nostro Massimo Scotti) e italiano sono minuscoli racconti di incontri ravvicinati tra il cibo e un uomo, dove seduzione, violenza, languori, appetiti si combinano con gli odori, gli aromi e i sapori di pietanze sopraffine. Le ricette di Bernard sono una visione, un senso, un brivido. Leggete e cucinate con il nostro francese è un ‘esperienza sensuale e per veri intenditori.

Pierrailles et terre brune plongent dans le bleu de la mer. L’azur est pur, vierge de tout nuage. Les toiles des moulins, plantés face au large, claquent, étendard immaculé fouetté par l’air marin. Je cours depuis 5 heures, j’ai mal. Mes poumons brûlent et crient pitié. Rien à faire, je suis le héros du premier thriller de l’antiquité. 24 km déjà, mes jambes s’écorchent dans les arbustes de piquants, mes pieds saignent sur ce chemin de terre chaude et poussiéreuse allant de Marathon à Athènes. Je m’arrête, le souffle animal, le corps douloureux. La mer est là, tout près. Ce serait tellement bon. “Philippidès, cours, Athènes t’attend”.Le soleil agrandit déjà les ombres. Mon histoire s’écrit dans la souffrance, entourée d’un Eden couronné de l’arbre roi, l’olivier. Je bénis ces heures de paix avant la guerre, ma main dans la tienne, amour et caresses à l’ombre des feuilles vernies s’agitant dans l’air parfumé, des gouttes d’argent dans la lumière méditerranéenne. Je pleure sur ce temps perdu à me battre, prie et implore les dieux de me garder soldat de la paix. Des cris, des hurlements autour de moi, les gens me tirent par les bras, me demandent d’où je viens, pourquoi courir comme un chien, pourquoi ce mal? Mais l’armée est là, derrière moi, qui les prévient du danger que je leur ai épargné par ma course. Ma course. Je ne retiens que ça, mon amour. Je m’endors à jamais en pensant à ton regard vert profond, à tes mains qui lavent mon corps et l’enduisent d’huile pour me préparer au grand départ vers l’au-delà, vers la lumière éternelle qui domine le décor sublime de notre union. Le savon, enrichi et parfumé à l’huile d’olive vierge, traverse les siècles. Combien d’heures de soleil pour mûrir ces fruits subtils, pour faire éclore ces pépites gorgées d’une huile à la couleur d’or ? Quelques gouttes de plaisir sur une tomate parfaitement mûre, un filet de jouissance sur un filet de poisson grillé risquent de ressembler à une démonstration du bonheur. Les reflets d’or habillent le verre de la bouteille.

Un appel.

Già tremila anni

Pietrami e terra bruna affondano nel blu del mare, l’azzurro è puro, vergine di ogni nuvola, le tele dei mulini, all’orizzonte, schioccano, stendardi immacolati scossi dall’aria di mare. Corro da cinque ore, sono stanco. I miei polmoni bruciano e chiedono pietà. Niente da fare, sono l’eroe del primo thriller dell’antichità. Già 24 chilometri, mi scortico le gambe fra gli arbusti spinosi, i piedi mi sanguinano su questo sentiero di terra calda e polverosa che va da Atene a Maratona. Mi fermo, il respiro è animale, il corpo mi fa male. Il mare è là vicino, sarebbe tanto bello. “Corri Fidippide, Maratona attende”. Il sole ingigantisce già le ombre. La mia storia è scritta nel dolore, si svolge in un Eden coronato dalla pianta regale, l’olivo. Benedico queste ore di pace prima della guerra, la mia mano nella tua, carezze e amore all’ombra delle foglie brillanti che si agitano nell’aria profumata, gocce d’argento nella luce del Mediterraneo. Piango sul tempo che ho sprecato a battermi, prego e imploro gli Dei di conservarmi soldato della pace. Grida e urla intorno a me, la gente mi afferra per le braccia, chiede da dove vengo, perché corro come un cane, perché tutta questa fatica. Ma l’esercito è già là dietro di me che li avverto del pericolo scampato grazie alla mia corsa. La mia corsa. Non ho altro che questo, amore mio. Mi addormento per sempre pensando al tuo profondo sguardo verde, alle tue mani che mi lavano il corpo e lo cospargono di olio per prepararmi alla grande partenza verso l’aldilà, verso la luce eterna che domina la scena sublime della nostra unione. Il sapone, reso ricco e profumato dall’olio vergine di oliva, percorre i secoli. Quante ore di sole per far maturare questi frutti sottili, per far dischiudere queste pepite gonfie di un olio dall’aureo colore?

Qualche goccia di piacere su un pomodoro perfettamente maturo, un filo di fisica gioia su un filetto di pesce grigliato corrono il rischio di somigliare a una prova di felicità.

Riflessi d’oro vestono il verde della bottiglia.

Un richiamo

Bernard Iacchella

Traduzioni

Massimo Scotti

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