La bellezza sensuale delle cose!


Le “cose” di Domenico Gnoli si fanno amare, si desiderano e si sognano. Le “cose” di Domenico Gnoli ci guardano, ci rapiscono, ci sorprendono. Le “cose” di Domenico Gnoli si animano, interagiscono e raccontano. Questo ho sentito davanti alle opere della bellissima retrospettiva che Fondazione Prada di Milano ha dedicato all’artista romano, scomparso molto giovane e che non è appartenuto a nessuna delle correnti artistiche degli anni in cui ha vissuto (1933 – 1970). Oggetti di uso comune, poltrone, sedie, angoli di muro, scarpe, colletti e bottoni diventano protagonisti dell’opera di un artista geniale e dai tanti interessi, primo fra tutti il teatro di cui ha progettato scenografie e disegnato locandine. Nelle mani di Gnoli ogni cosa si illumina e si fa soggetto d’attenzione. Agli occhi di Gnoli niente è banale, niente è da trascurare, tutto ha la sua importanza. La scriminatura, un ricciolo, una treccia, persino un’asola racconta una vita, un senso, un modo, una visione. E’ davvero sorprendente la precisione delle pennellate, la prospettiva, la corposità che Gnoli imprime nei suoi lavori. La sensualità non è solo di chi guarda, ma è nelle “cose”che sono materia e vita, corpo e luce, dettaglio e unicità. La mostra, allestita come un museo novecentesco, è stata progettata dallo studio 2×4 di New York e concepita da Germano Celant.

E’ visitabile fino al 27 febbaio 2022.

Anna Chisari

http://www.fondazioneprada.org

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