Lino Banfi all’Unesco e il cavallo dell’Imperatore


E’ tutto da ridere. Lino Banfi commissario italiano Unesco. Massimo rispetto per Pasquale Zagaria, che nella sua vita di uomo di spettacolo è riuscito a fare tanto e a divertire ed eccitare con le sue battute e le sue gag mezza Italia. Immagino che l’adolescente Di Maio si sia eccitato e anche dato piacere sulle scene de “L’infermiera di notte”,  una delle tante commedie erotiche interpretate dal nostro commissario Unesco.  E’ chiaro che da come si sono mossi, dal 4 marzo in poi, i nostri ministri, primi ministri, vice ministri siano affetti dalla “Sindrome del non ci posso credere”, infatti nessuno di loro può davvero credere che gli italiani li abbiamo votati, non possono credere di sedere affianco a personalità internazionali (quando non si tratta di Trump) e che questi discorrano con loro di politica finanziaria e di scenari mondiali, non possono credere di essere finiti  nella stanza dei bottoni  e di gestire e determinare le sorti di almeno 61.000.000 milioni di italiani. La notte nei loro lettini, quando non sono in televisione o su facebook, si girano e si rigirano sognano e pianificano le loro sparate. Tanto ormai è fatta. Cosa ci possono fare? Come potranno fermarci?  Così al nostro Gigino non è parso vero di insignire uno dei suoi eroi, che se uno ha come eroe Banfi, sempre con il massimo rispetto per un buon cabarettista, qualche problemino ce l’ha, e taac detto fatto “Nonno  Libero”  sullo scranno dell’Unesco a decidere della politica culturale del nostro paese.

 

Tra le mansioni dell’UNESCO si legge che “dà pareri e formula raccomandazioni al Governo Italiano e alle Pubbliche Amministrazioni in relazione all’elaborazione e alla valutazione dei programmi Unesco; formula proposte sulla scelta dei membri delle delegazioni italiane alla Conferenza Generale dell’Unesco e ad altre riunioni o manifestazioni promosse dall’Unesco o ad essa collegate; esprime pareri e suggerimenti su richiesta del Ministro degli Affari Esteri, sugli aspetti educativi, scientifici e culturali dei progetti da realizzare nell’ambito della politica di cooperazione allo sviluppo”.  Ora tenuto conto che questo è il governo “dei senza vergogna”, di quelli che hanno la “faccia come la lava”, mi chiedo come sia possibile che l’interprete de “L’onorevole con l’amante”, che  ormai di anni ne ha 82, non si imbarazzi a ricoprire un ruolo che non gli appartiene e a dire le cose che ha detto al momento, diciamo così,  della nomina?  Nessuno conosce e riconosce i propri limiti, potendo esserci ci siamo, potendo apparire appariamo.  Forse, è legge nautrale. Non vorrei fare paragoni troppo colti, ma non c’era stato, qualche tempo fa, un imperatore che aveva nominato il suo cavallo?

caligola-cavallo

 

Anna Chisari

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