Barocchi siamo Noi. Da vedere alla Fondazione Prada


C’è il rosso. La ricchezza. Lo splendore. C’è l’azzardo. “Sanguine. Luc Tuymans on Baroque” è la mostra visitabile alla Fondazione Prada di Milano fino al 25 febbraio 2019. L’esposizione arriva da Anversa ed è organizzata con MHKA (Museo d’arte contemporanea) e KMSKA (Museo reale di belle arti) della città belga. L’artista fiammingo Luc Tuymans ha concepito un’intensa esperienza visiva. Con più di 80 opere di 63 artisti internazionali. Oltre 25 sono presentate esclusivamente alla Fondazione Prada. Sanguine significa rosso, violenza, vitalità. Ed è una tecnica pittorica che esalta crudeltà e teatralizzazione. Realismo ed esagerazione. Disgusto e meraviglia. Terrore ed estasi. I valori del Barocco. E del nostro post contemporaneo. L’idea di Sanguine e del suo autore è rileggere il Barocco. Facendolo con accostamenti inediti. E associazioni inaspettate.

Tra lavori di artisti contemporanei e opere di maestri del passato. Nessun ordine cronologico. Niente criterio strettamente storiografico. Tuymans ci invita a rileggere l’arte seicentesca e quella contemporanea. Mettendo al centro la figura dell’artista e il suo ruolo nella società. Secondo Walter Benjamin il Barocco segnava l’inizio della modernità, ovvero la nascita di un immaginario secondo il quale lo scopo dell’arte era quello di sopraffare l’osservatore coinvolgendolo emotivamente attraverso la teatralità dell’opera, destando emozioni forti.  Nella visione di Tuymans, Caravaggio è l’artista che per primo incarna la volontà di comunicare con il pubblico attraverso la forza della rappresentazione in mostra ci sono Fanciullo morso da un ramarro e Davide con la testa di Golia.

Ma se Caravaggio è il primo artista barocco, l’ultimo potrebbe non essere ancora nato: secondo Tuymans, infatti, il concetto di Barocco è in grado di abbracciare l’arte del passato come quella contemporanea. Dalla spettacolare Fucking Hell dei fratelli Chapman, un paesaggio in miniatura popolato da miriadi di soldati nazisti impegnati in orribili scene di tortura, al magnetico Monelle di Diego Marcon, dai violenti ritratti di Marlene Dumas a quelli minuziosi di On Kawara, dalle mostruosità di Roberto Cuoghi al video capolavoro di Pierre Huyghe, Human Mask. Secondo Tuymans, poi, riflettere sul Barocco può aiutarci a sviluppare nuovi punti di vista su uno dei mali del nostro tempo, il populismo.  Come scrive in uno dei testi che accompagnano la mostra: «La reazione al suo apice si avverte nella collettività piuttosto che nella somma della ricezione individuale. È evidente che nella cornice di un movimento come il Barocco è insito il concetto di populismo, creato come esperienza totalizzante per ottenere istantaneamente una reazione emozionale.

Fondazione Prada Milano fino al 25 febbraio

www.fondazioneprada.org

 

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