Tutte le domande che ho!


Sono confusa e turbata. Incerta e spaventata. Preoccupata e con molte domande. Sì, ho tante domande a cui non so dare risposta. I tanti giornali italiani e stranieri che leggo, i blog, le pagine facebook, gli account twitter e instagram che sfoglio o scrollo non mi acquietano non mi danno indicazioni, non mi fanno riflettere e arrivare a un pensiero, a un senso, a una idea. Sono tante le cose che sono successe in questo inizio di anno. Una su tutte, l’assalto a Capitol Hill da parte dei sostenitori dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Assalto sobillato e istigato dallo stesso Trump, che fino all’ultimo non vuole dichiararsi un loser, la cosa peggiore, secondo il pensiero Tumpiano, che possa capitare a un essere umano. Essere un perdente, uno sfigato, un poveretto, diremmo in Italia. Davanti a quelle immagini ho temuto per la democrazia americana e per le nostre democrazie, sempre fragili e antiche negli impianti. Democrazie sostenute da costituzioni scritte per società meno complesse e articolate delle nostre, governate da politici impreparati e narcisi, rette da parlamenti esautorati della rappresentanza e dell’autorità. Mi hanno inquietata quegli uomini e quelle donne armati e convinti nella richiesta e nella rivendicazione di società razziste, misogine, omofobe, nazionaliste, sovraniste e antisemite, che non prevedono l’altro, il diverso, il disuguale, e che nello stesso tempo, difendono il potere di un presidente che è tutt’altro che dalla loro parte, e che quando è stato il momento si è rinchiuso nella stanza ovale, li ha rimandati a casa e in pace. Mi sono tremati i polsi quando i social, tutti, all’ultimo minuto possibile e a 12 giorni dallo scadere del mandato, hanno spento gli account di Real Donald Trump. Mi hanno sconcertata le opinioni mondiali e nostrane sul “hanno fatto bene a staccare la spina/non hanno fatto bene” quando per 4 anni la politica americana e del presidente americano si è svolta principalmente su twitter e sulle altre piattaforme, invece che nelle sedi istituzionali, senza che nessuno obiettasse alcunchè.

Mi chiedo:

Potrà Biden e la sua amministrazione ricucire ciò che è così strappato da far sì che alcuni poliziotti incitassero i rivoltosi a entrare in Campidoglio?

Saranno in grado le democrazie europee e la UE di arginare l’onda lunga dei fascismi?

Possono delle aziende private, seppur enormi, sovranazionali, potentissime e con enormi responsabilità censurare una voce?

Cosa hanno fatto e come hanno contribuito i social al dibattito politico mondiale?

I social ci hanno globalizzato? o ci hanno rinchiusi in camera dell’eco azzerando i contrasti ed esacerbando le differenze?

Dov’è finita la rappresentanza? Sui social o in parlamento?

Le tecnologie sono sfruttate per coltivare la partecipazione critica dei cittadini ai processi democratici? oppure vengono usati in modo distorto, al solo fine di vincere competizioni elettorali, coltivando l’autoreferenzialità del politico di turno?

E tutta colpa dei social?

Anna Chisari

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