I racconti delle scale – 38 mq


La mia casa è piccolissima. Io sono grande, peso 120 kg. Adoro il mio grasso. Adoro la mia dimensione. Tutto è piccolo per me. Tutto non mi sta. La mia casa è piccola per me, non mi sta a pennello. Sbatto dappertutto, passo a stento tra le cose. Per entrarci io devo spostare qualcosa. È il mio modo di stare al mondo. È il mio modo di esserci. La casa non l’ho comprata io, è un regalo dei miei genitori, non avevano voglia di avermi tra i piedi, troppo ingombrante per loro, poco uguale agli altri, insopportabilmente diverso. Dopo un giro di telefonate ad amici e conoscenti, dopo aver contattato le agenzie immobiliari di mezza città, dopo aver visitato una cinquantina di appartamentini, come dice mia madre, la scelta è caduta sulla casa in cui abito. Trentotto mq già arredati in un bel palazzo, zona semiperiferica, cortile interno con giardino. I miei hanno fatto tre o quattro sopralluoghi in loco, hanno citofonato e parlato con quasi tutti gli inquilini, chiedendo informazioni e chiarimenti su tutto. Soddisfatti del rapporto qualità/prezzo hanno telefonato all’agenzia, hanno fatto l’offerta e hanno atteso fiduciosi la risposta, nel frattempo mi hanno mostrato le foto del minuscolo bilocale con angolo cottura arredato molto semplicemente, con mobili bianchi e la cucina componibile con tutti gli elettrodomestici funzionanti. Il giorno del rogito sono andato dal notaio con i miei genitori, conosco Santamaria è un collega di università di mio padre, mio padre è un avvocato e anch’io lo sono. Tra colleghi è uso non far pagare la parcella se gli importi non sono alti. Dopo aver firmato le carte, Santamaria mi ha stretto la mano e il vecchio proprietario mi ha consegnato le chiavi della mia nuova casa, mia madre ha applaudito e mio padre mi ha dato una pacca sulle spalle.

Ho traslocato con due sole valigie, una piena dei vestiti estivi, una di quelli invernali. I miei grandi abiti trasbordano un po’ dall’armadio della camera da letto, le ante rimangono socchiuse e il passaggio tra l’armadio e il letto è veramente piccolo, ma non importa quando sono a casa io sto sempre a letto con le tapparelle delle finestre tutte tirate giù. Non amo essere visto mentre faccio le mie cose. Sono gay e sono un orso e mi piacciono gli uomini orsi. Tutti carne e pelo. Alti e grandi con le manone forti e il cazzo che appena si intravede tra le pieghe delle pance enormi. Ne ho incontrati tanti da quando abito nella mia casa guscio. Prima frequentavo le saune, adesso con le app è facilissimo. Basta una buona foto e taac è fatta: chattiamo un poco, scriviamo più o meno stronzate, poi uno dei due osa di più, fa un’allusione, manda una foto e via che ci scambiamo l’indirizzo. Si scopa. Preferisco che vengano loro a casa, sono pigro, mi piace alzarmi con calma, fare colazione lentamente, uscire tardi la mattina per andare in studio, anche se ogni giorno mio padre mi rimprovera, mi sollecita ad essere attivo e competitivo. Quelli del palazzo sono molto curiosi, vorrebbero sapere di più di me e della mia vita, ogni tanto mi invitano alle loro feste, una in particolare che abita in una casetta in mezzo al cortile che parla sempre a voce alta con gatti, umani e piante, mi fa un sacco di domande. Vuole sapere, indaga, inventa scuse per rivolgermi la parola, quando le ho detto che vado a lezioni di tango, ha continuato ad insistere perché facessimo una festa argentina con tutto il condominio, devi farci vedere come balli ha continuato a dire. Io amo ballare il tango con dei bei omaccioni che stringono la loro ciccia alla mia, e che mi sussurrano oscenità. Me ne frego di ballare con queste del condominio che spettegolano sul mio conto, e prendono in giro la mia stazza.

L’altra notte ho conosciuto uno su Growlr quasi 2 metri per oltre 110 kg, la barba nera, e una quantità di pelo su tutto il corpo che quando ho cominciato a leccarlo mi sembrava di soffocare, quando mi ha infilato il suo grosso pugno nodoso dentro al culo, non ho resistito, il piacere mi ha disarmato, si è infilato in ogni angolo del mio corpo e ho cominciato a gridare e a gridare, ma a gridare così forte che la signora che abita sotto casa è venuta a bussare Tutto bene avvocato, ci sono dei problemi? Ho risposto mentre il tizio è venuto sopra di me. Si Si signora tutto bene, ho sbattuto il piede nello stipite della porta. Grazie

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