Finchè il caffè è caldo – Recensione


Un piccolo libro, forse un po’ troppo osannato, da leggere con leggerezza e senza attribuirgli doti di eccessiva saggezza o visionarietà. Finchè il caffè è caldo è un romanzo scritto da Toshikazu Kawaguchi, pubblicato da Garzanti ed è l’equivalente giapponese del proverbio nostrano Batti il ferro finchè è caldo, o ancora del Cogli l’attimo, la famosa frase dal professore John Keating ( interpretato da Robin Williams) nel film L’attimo fuggente. Il nucleo del libro è tutto qui. Il presente è più importante di qualsiasi altro tempo della nostra vita, viviamolo senza paura senza orgoglio e con coraggio. Il libro ci dice che è necessario scegliere ogni gesto, ogni parola, ogni emozione mentre si vive e non dopo, quando non sarà più possibile cambiare. L’ambientazione in un caffè, l’atmosfera, i personaggi ne sottolineano l’iniziale scrittura teatrale. Nel 2018, il regista giapponese Ayuko Tsukahara ha diretto il film ispirato al romanzo, Cafè Funiculì Funiculà.

Sinossi

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.

Anna Chisari

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