Si può fare al Torino Film Festival 2019


Si alza il sipario sul Torino Film Festival 2019 che si svolge dal 22 al 30 novembre. In apertura un film attesissimo come «Jojo Rabbit» di Taika Waititi, una spiazzante satira del nazismo che ha vinto il Premio del pubblico al Festival di Toronto e che punta a ottenere diverse nomination ai prossimi premi Oscar. Come titolo di chiusura, invece, l’altrettanto atteso «Knives Out» di Rian Johnson, un giallo che sembra ispirarsi alla letteratura di Agatha Christie, firmato dal regista di «Star Wars – Gli ultimi Jedi».  Il concorso principale (riservato a opere prime, seconde e terze) propone 15 titoli, tutti inediti in Italia: da segnalare in particolare il bellissimo film russo «Beanpole» di Kantemir Balagov, passato all’ultimo Festival di Cannes, ma grande curiosità (tra i tanti) anche per l’islandese «A White, White Day» di Hlynur Pálmason, l’inglese «Pink Wall» di Tom Cullen e l’argentino «Fin de siglo» di Lucio Castro. Per l’Italia «Il grande passo» di Antonio Padovan e «Now Is Everything» di Riccardo Spinotti e Valentina De Amicis.

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Festa Mobile
La sezione più ricca di nomi importanti è ancora una volta Festa Mobile, che annovera tra gli altri i nuovi lungometraggi di tanti registi di grande fama: da Bill Condon con «L’inganno perfetto» a Corneliu Porumboiu con «The Whistlers», passando per Alejandro Amenábar («Mientras dure la guerra») e Justin Kurzel («True History of the Kelly Gang». In programma nella sezione anche due film di Abel Ferrara («Tommaso» e «The Projectionis») e numerosi titoli italiani: tra questi, «Lontano lontano» di Gianni Di Gregorio, «Magari» di Ginevra Elkann, «Nour» di Maurizio Zaccaro. Verrà omaggiata con una rassegna personale la regista macedone Teona Strugar Mitevska, di cui verrà proiettato anche l’ultimo lavoro «God Exists, Her Name Is Petrunija».

Onde
All’interno di Onde, invece, due film che hanno vinto riconoscimenti importantissimi all’estero: l’Orso d’oro dell’ultimo Festival di Berlino «Synonymes» di Nadav Lapid e il trionfatore del Festival di Locarno «Vitalina Varela» di Pedro Costa.

After Hours
Nel gruppo After Hours (la sezione dedicata ai film più estremi ed eccentrici) hanno trovato spazio «The Barefoot Emperor» di Jessica Woodworth e Peter Brosens e «Dreamland» di Bruce MacDonald.

La direttrice Emanuela Martini ha scelto quest’anno come guest director della manifestazione Carlo Verdone che ha proposto cinque titoli che faranno parte del cartellone della kermesse: «Viale del tramonto» di Billy Wilder, «Ordet» di Carl Theodor Dreyer, «Divorzio all’italiana» di Pietro Germi, «Oltre il giardino» di Hal Ashby e «Buon compleanno Mr. Grape» di Lasse Hallström.

La retrospettiva principale sarà dedicata al cinema horror (il nome della rassegna è «Si può fare! L’horror classico dal 1919 al 1969») ed è perfettamente in linea la scelta di dare il Gran Premio Torino a Barbara Steele, attrice icona del genere che è anche il volto del manifesto ufficiale del festival.

Info

Torino Film Festival 2019

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