Monarchi senza terra


Ormai quando leggo le parole “on the road” sbadiglio furiosamente. Ce ne hanno raccontate troppe, di queste storie: figli che cercano padri, sposi che cercano mogli, e bambini, a badilate. Tutti in giro alla ricerca di qualcosa, che di solito poi quando la si trova è piuttosto deludente. re-locandinaIn ogni caso è sempre meglio che non si tratti di un libro, ma di un film, almeno puoi sperare in qualche bel panorama. Da nessuna parte, per fortuna, avevo letto che questo fosse un film on the road, anzi non ne avevo sentito parlare proprio per niente. Che fosse “turco-balcanico”, poi, non mi avrebbe fatto sperare in niente di buono; sono di quelle cose che mettono paura. In certi casi è decisamente meglio andare al cinema accompagnati da una vergine ignoranza. Magari per abbandonarsi a una delle scoperte più divertenti, acute e liberatorie che il cinema abbia concesso ultimamente.

re-fioriChe sia un re a farsi un viaggio improbabile è già qualcosa di speciale: si direbbe un caso pressoché unico, almeno dopo il Medio Evo, epoca dei grandi Giovanni Senza Terra, avventurosi e malinconici. Qui la malinconia regale si trasforma in fonte di divertimento assoluto, soprattutto quando il sovrano si toglie di torno una consorte petulante e vestita come un’estetista in ghingheri (peccato però che la regina risulti poco più di un cameo, e il suo personaggio straordinario fa già sperare in un sequel).

Tutta la piccola corte è formata da funzionari improbabili – quello più a posto con il cervello sembra il valletto – fra cui una di quelle addette stampa troppo appiccicate alle convenzioni e ai cellulari: quando vedi gente esageratamente legata a mail, whatsapp, chiamate internazionali ecc., quando si autodefinisce “molto digital” e “molto social”, sospetta sempre che ci sia qualche problema di comunicazione, ma di quelli gravi. E di solito non hai torto. (Certo per uno che scrive su un blog è un’affermazione pericolosa, me ne rendo conto, ma ne affronterò le conseguenze).

re-balcaniInsomma, chi andrà a vedere questo film si prepari a qualcosa di non comune. Un senso della vita allucinato e allegramente afflitto, un itinerario balcanico di fantasmagorico squallore, una desolazione così totale e disperata da risultare superbamente comica, dalla prima sequenza all’ultima. Il protagonista meriterebbe un Oscar, se li dessero per qualche buon motivo, e tutta la troupe è scelta con genialità, dai comprimari fino all’ultima delle comparse. Quando la vicenda in qualche modo si risolve, ti viene quasi da piangere. Perché è finito un film meraviglioso

Massimo Scotti

 

Un re allo sbando (King of the Belgians), di Peter Brosens e Jessica Woodworth. Con Peter Van den Begin, Bruno Georis, Lucie Debay, Titus De Voogdt, Pieter van der Hoouwen, commedia, Belgio, Paesi Bassi, Bulgaria, 216. Nelle sale italiane da giovedì 9 febbraio 2017, distribuzione Officine Ubu.

2 Comments

  1. se non sapessi già chi sei, Massimo Scotti, e non sapessi già che vieni da una delle più aspre e dolci terre del mondo, chiederei il tuo indirizzo e metterei in scena una bella commedia per farmi notare e poi naturalmente sposare! viaggio di nozze on the road ovviamente tra la via emilia e bobbio!

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    1. Elisa cara è una meravigliosa proposta che accetto grato e onorato, senza alcun indugio. Ovviamente l’outfit sarà quello del film (vedi foto qui sopra). Ma accetto sempre troppo in fretta le proposte di matrimonio, così mi considerate un ragazzo facile. Ed eccomi qui ancora scapolo.

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