Le ricette di Bernard Iachella


Torna puntuale la nuova rubrica di rAbDo “Le ricette di Bernard Iachella”, ogni sabato assaggerete le specialità di Bernard. Le “recettes” in italiano (sapientemente tradotte dal nostro Massimo Scotti) e francese sono minuscoli racconti di incontri ravvicinati tra il cibo e un uomo, dove seduzione, violenza, languori, appetiti si combinano con gli odori, gli aromi e i sapori di pietanze sopraffine. Le ricette di Bernard sono una visione, un senso, un brivido. Leggete e cucinate con il nostro francese è un ‘esperienza sensuale e per veri intenditori.

Sapore di mare

Un orribile incidente.

Niente lasciava prevedere una simile fine. All’inizio, male alla gamba.

Il dolore intollerabile inonda il mio corpo, contrae le mie estremità.
Ultima protezione.
Non sono altro che sofferenza. Una piaga aperta in cui fruga la lama di
un coltello. Il supplizio si protrae, un getto acido mi brucia la carne. Una tortura.
Niente,nessun ricordo di choc. Nessuna ebbrezza fatale. Oppure sì.
Forse era già notte.
Mi sembra tutto confuso. Sì, ecco.
Ne sono sicuro, adesso, nel buio qualcuno cerca di entrare.
Suoni sconosciuti mi spaventano. Impossibile sapere da dove venga il
pericolo.
Le idee più nere mi assalgono. La lucidità scompare, vinta
da un panico devastante.
Un sudore salato mi avvolge.
Tremo.
Tutto precipita. La morte vicina suscita un veloce flusso di ricordi
su uno schermo virtuale, proiezioni del mare e del cielo immacolato si uniscono a un senso generico di fine.
Un’estrema resistenza all’invasore, a quella forza strana che cerca di
decapitarmi nell’alveo del mio rifugio.
Invano.
Una luce cruda rischiara la penombra del mio antro. Violata nella mia
caverna. L’aria mi scopre fragile, definitivamente al vivo, una bocca
immensa mi aspira verso denti alacri che riducono i miei muscoli in
poltiglia. Se in buona salute vuoi stare, mangia frutti di mare.
Il proverbio scritto col gesso sull’ardesia invita alla degustazione.
Marennes d’Oléron, fines de claire, Cancale o “pieds de boeuf “riposano
in pace nei grandi panieri di vimini. Di fronte, l’oceano.
Grigioverde. Come la polpa traslucida di questi molluschi protetti dalla mia avidità grazie a un guscio di calcare.
Cannibale moderno. L’ostrica si mangia viva.
Il limone la ferisce. Il pepe la rivela.
Nessuna resistenza è consentita.
La scelta cade su qualche dozzina di Cancales che dischiuderanno il
sapore degli spruzzi d’acqua marina come offerta suprema.

Goût de mer

Un accident horrible. Rien ne laissait prévoir cette fin.
Mal à la jambe d’abord.
Une douleur insupportable inonde mon corps, rétracte mes extrémités.
Je ne suis qu’une souffrance, une plaie béante fouillée par la lame d‘un couteau. Le supplice se prolonge, un jet acide brûlant ma chair à vif. Une torture.
Rien, aucun souvenir de choc. Aucune ivresse fatale. Ou si.
C’était peut-être la nuit déjà.
Tout ça me semble flou.
Oui, voilà.
J’en suis sur maintenant, dans l’obscurité quelqu’un cherche à entrer.
Des bruits inconnus me terrorisent. Impossible de savoir d’où vient le danger.
Les idées les plus noires me submergent. La lucidité disparaît au profit d‘une panique ravageuse.
Une sueur salée m’enveloppe.
Je tremble. Tout se précipite. La mort proche imprime un défilement rapide de souvenirs sur un écran virtuel, projections de la mer et du ciel immaculé se mélangeant en un générique de fin.
Une dernière résistance à l’envahisseur, à cette force étrange qui cherche à me décapiter au creux de mon abri.
En vain.
Une lumière crue déchire la pénombre de mon antre. Violée dans ma caverne.
L’air me découvre fragile, définitivement à vif, une bouche immense m’aspire vers des dents efficaces réduisant mes muscles en bouillie.

Santé de fer, mangez des fruits de mer.
Le slogan écrit à la craie sur l’ardoise invite à la dégustation.
Marennes d’Oléron, fines de claire, Cancale ou pieds de bœuf reposent en paix dans de grands paniers d’osier. En, face, l’océan. Gris et vert. Comme la chair translucide de ces coquillages protégées de ma gourmandise par une coque de calcaire. Cannibale moderne. L’huître se mange vivante.
Le citron la blesse. Le poivre la révèle.
Aucune résistance possible.
Le choix se porte sur quelques douzaines de Cancale
qui viendront dévoiler la saveur des embruns comme suprême offrande.

Bernard Iachella

(trad. Massimo Scotti)

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