Ma quanti cinesi ci sono a Milano?

In principio furono le perle. False, ovviamente. Correva l’anno 1926  le vendevano agli angoli delle strade, tenendone i fili infilati sulle braccia. Costavano«trenta lire», fino a cento per gli esemplari più belli, quelli che sembravano meno falsi. Prezzi trattabili, naturalmente.  Così iniziò l’immigrazione cinese in Italia, raccontata da una bella mostra al Mudec, il Museo delle Culture di Milano Chinamen – Un secolo di cinesi a Milano, a cura di Daniele Brigadoi Cologna con un catalogo originale: una grafic novel di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte, che hanno anche realizzato un documentario animato.

I primi cinesi erano arrivati a Milano già nel 1906, in occasione dell’Esposizione universale, dove era rappresentato anche il “Celeste Impero” con un padiglione dedicato a navigazione e pesca. L’Expo si svolgeva nella zona dell’Arena, a due passi da via Canonica diventata poi la prima strada «cinese» di Milano. Venivano tutti, allora come oggi, dalla stessa regione, lo Zhejiang.

E così siamo al ’26, quando i primi 51 venditori di perle arrivano dalla Francia all’Italia, passando ovviamente per Torino dove La Stampa titola già sull’«invasione».  Nel frattempo, le perle sono state sostituite dalla merceria.

All’epoca, l’immigrazione è solo maschile (la prima immigrata regolare, Anna Chen, arrivò soltanto nel ’60). Il primo matrimonio misto risale al 1934. Le fotografie dello studio Tollini di via Sarpi documentano queste coppie sino-milanesi, lui per la parte sino, lei per quella milanese, e le famiglie di una piccolissima borghesia dignitosa e già integrata. Sembrano tutti dei signori Brambilla, gli uomini con il fazzoletto nel taschino, le sciure col filo di perle  i bambini con il fiocco della prima comunione.

La guerra è una tragedia anche per loro. L’Italia è alleata del Giappone che è nemico della Cina. Il 9 dicembre ’41, due giorni dopo Pearl Harbor, la Cina libera dichiara guerra al Regno. I cinesi diventano cittadini nemici e finiscono internati, in condizioni anche dure, nei campi di concentramento dell’Abruzzo. Nel secondo dopoguerra, i cinesi sono pochissimi fino all’inizio degli Anni 70. Ma il primo ristorante cinese di Milano, «La pagoda», apre il 3 ottobre 1962, presente l’ambasciatore della Cina nazionalista che per il momento è l’unica che l’Italia riconosca.  Il resto non è più storia, ma cronaca. Il boom dell’immigrazione degli Anni 80 e 90 trasforma via Sarpi e dintorni in una delle Chinatown più affollate d’Europa, anche con qualche problema di convivenza, su cui la mostra diplomaticamente sorvola, ma con un’integrazione nel complesso riuscita. I cinesi d’Italia erano 45 nel 1911: nel 2015, risultavano 271.330, quarto gruppo etnico e quinta generazione in Italia. Aspettando di sapere in che mani finirà il Milan, il pericolo giallo non era forse poi così minaccioso.

Anna Chisari

Chinamen. Un secolo di cinesi a Milano

15 marzo 17 aprile

Mudec Milano

Via Tortona 56

www.mudec.it

 

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