Dei corpi dimenticati


Useless Bodies? Corpi inutili? È la domanda titolo della mostra di Elmgreen & Dragset appena inaugurata alla Fondazione Prada di Milano. Una domanda retorica perché i corpi non ci sono, almeno non quelli vivi. I corpi sono dimenticati. Non dal duo artistico (che si e ci pone la domanda), ma da noi, noi tutti, noi genere umano che progettiamo spazi e produciamo arredo e oggetti non più pensati per il corpo. E l’esposizione così realistica di ambienti vuoti sottolinea l’assenza senza senso. Nel complesso l’atmosfera è distopica, rarefatta e temibile. È il nostro mondo, il nostro quotidiano muto che ci si offre in una messa in scena meticolosa – gli artisti hanno curato ogni piccolissimo dettaglio – che a guardarla da visitatori sbigottisce. La contemporaneità di cui andiamo fieri, quella che ostentiamo nelle nostre case – cucine tutto acciaio, focolari digitali, cani robotici – non è per il nostro corpo, tutto troppo scomodo, artificiale, disumano. In mostra in realtà dei corpi ci sono, sono statue, rappresentazioni tridimensionali di noi, immobili e silenziosi. Noi distesi sul lettino per massaggi, noi affacciati al balcone, noi che guardiamo fuori, noi bambini con le maschere per la realtà aumentata o a guardare un fucile incorniciato appeso alla parete. E all’esterno altri scampoli della nostra opulenta società post-industriale disseminati nel cortile della fondazione che, sarà il periodo di guerra che viviamo in questi giorni, ricorda un ‘day after’ con un bancomat inserito in una sezione originale del muro di Berlino, una Mercedes carica di abiti e opere d’arte imballate, una borsa termica colorata appoggiata davanti a un albero, una panchina spezzata e totem di specchi dove riconoscersi come gli unici corpi vivi.

La mostra è ampia e occupa quattro spazi e il cortile della sede milanese della Fondazione Prada per un totale di 3000 metri quadri. Al piano terra del Podium sculture classiche e neoclassiche sono associate a opere di Elmgreen& Dragset, il secondo piano è invece trasformato in un ampio ufficio abbandonato composto da infinite file di postazioni lavorative con poche timide tracce umane. Nella galleria Nord è riproposto un ambiente domestico futuristico che sembra abitato solo da un cane robot. I tre spazi della Cisterna esplorano invece gli spazi del benessere con uno spogliatoio e una piscina ormai in disuso.

È visitabile fino al 22 agosto 2022

Diletta Toniolo

www.fondazioneprada.org

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